Dreher Birra

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Brand Guidelines

1966

Brand Summary

Mission
  • To create a clear, strong, and unmistakable corporate identity for Dreher beer, ensuring every visual manifestation of the brand is coordinated and contributes positively to its recognition and reputation [^1].
Core Values
  • distinctiveness
  • clarity
  • unity
  • evolution
  • quality
  • efficiency
Target Audience
  • Consumers seeking quality beer products, including bar, restaurant, and retail customers who value tradition, clarity, and a recognizable brand image [^2].
Personality Traits
  • dynamic
  • traditional
  • elegant
  • coherent
  • positive
Visual Identity Overview
  • The visual identity is built around a coordinated system of logo, logotype, and packaging, using essential colors (red, white, black, gold), vintage and Gothic typography, and consistent application across all materials, signage, vehicles, and uniforms. The brand emphasizes a classic, slightly worn aesthetic, with strict guidelines for reproduction and layout to maintain unity and recognizability [^3].

Categories

Brand Imagery
  • Il marchio della birra Dreher. E’ nato da due esigenze diverse: 1) riprendere la forma e gli elementi essenziali della vecchia etichetta della bottiglia; 2) essere perfettamente riproducibile in ogni dimensione e su ogni materiale Dell’etichetta conserva la forma centrale rossa e la grafia della parola Dreher. La ricorda, inoltre, nella forma esterna che qui è stata modificata in una figura inscritta in un quadrato, per renderla facilmente e perfettamente costruibile. 1 colori sono tre, il bianco, il rosso e il nero, e sono colori essenziali, riproducibili su qualsiasi materiale.
  • E’ stato conservato per questa parola il carattere gotico, originariamente usato sulle etichette delle bottiglie. Si e pero tornati all’antico carattere gotico .. snza quelle modiliche che in passato aνeνano contaminato la parola Dreher. l carattere usato e il «Fette Gotish» del 1860, cui e stata aggiunta Ι’ombra per dare maggior rilievo alla parola.
Color Palette
  • I colori sono tre, il bianco, il rosso e il nero, e sono colori essenziali, riproducibili su qualsiasi materiale.
  • Questo è il colore che deve essere usato per la riproduzione dell’ovale del marchio e del logotipo.
Typography
  • E’ stato conservato per questa parola il carattere gotico, originariamente usato sulle etichette delle bottiglie. Si e pero tornati all’antico carattere gotico .. snza quelle modiliche che in passato aνeνano contaminato la parola Dreher. l carattere usato e il «Fette Gotish» del 1860, cui e stata aggiunta Ι’ombra per dare maggior rilievo alla parola.
  • Il carattere usato per la data è il «Bodoni » neretto.
  • Il marchio di un prodotto deve °,’’ i;23".z228..’.E:I ’ □°° “**: CI5"E8?*J"“zJao«o. o a i’necessa di evidenziare la parola birra, pur non rescindendo dall’impostazione generale el marchio e dall’elementotrad1z1one, che in questo settore, è molto .importante. II carattere usato è il «Thorne Shaded ».
  • Per questo la scelta è caduta, per le sue caratteristiche positive, sull’« Haas-Grotesk.
  • L’altezza delle parole è costante, cambia solo lo spessore del carattere: «Haas chiaro » per la parola BIRRA, «Haas neretto» per la parola DREHER. La differenziazione è data dalla necessità di evidenziare, nell’ambito del logotipo, la marca del prodotto. Le lettere sono avvicinate secondo una spaziatura ottica e non tipografica, per poter ottenere una più armonica fusione delle parole. Il colore del logotipo è il rosso e tale deve rimanere in tutti i casi in cui è possibile, e salvo alcune eccezioni che sono illustrate in questo volume. Il tono di rosso deve essere il più possibile vicino a quello della pagina 73.
  • Tutte le altre indicazioni vanno poi inserite secondo schemi prefissati, usando caratteri e corpi esattamente stabiliti (haas neretto corpo 14 per la ragione sociale, haas chiaro e neretto corpo 7 e corpo 8 per le altre indicazioni).
Logo Usage
  • Il marchio della birra Dreher. E’ nato da due esigenze diverse: 1) riprendere la forma e gli elementi essenziali della vecchia etichetta della bottiglia; 2) essere perfettamente riproducibile in ogni dimensione e su ogni materiale Dell’etichetta conserva la forma centrale rossa e la grafia della parola Dreher. La ricorda, inoltre, nella forma esterna che qui è stata modificata in una figura inscritta in un quadrato, per renderla facilmente e perfettamente costruibile. 1 colori sono tre, il bianco, il rosso e il nero, e sono colori essenziali, riproducibili su qualsiasi materiale.
  • Come manuale, quindi va seguito rigorosamente, alla lettera, senza possibilità di adattamento o di interpretazioni. Solo così l’« immagine Dreher » conserverà nel tempo la sua validità e ogni singola realizzazione s’inquadrerà perfettamente in un quadro più generale, quel quadro che è fatto appunto di molteplici elementi coordinati tra loro.
  • Il marchio è l’elemento che deve rimanere immutabile nel tempo, il più a lungo possibile, che deve dare unitarietà alle varie realizzazioni.
  • Le applicazioni del marchio sono infinite, ma tutte devono muovere da quello stesso principio ispiratore che ha portato alla costruzione del marchio stesso.
  • Il marchio deve essere il risultato logico di un processo creativo, che muovendo da dati e esigenze precise e prevedendo la maggior parte delle sue infinite applicazioni, arriva a un risultato il più razionale possibile.
  • Il marchio è inscritto in un quadrato. Non ci sono però punti di contatto con il perimetro del cartello, ma, secondo il criterio illustrato a pagina 15, il marchio è circondato da una striscia bianca larga, nel punto più stretto quanto quella che all’interno del marchio divide, nella parte alta, l’ovale rosso del bordo nero.
  • Il sistema è articolato in modo da avere sempre il marchio, elemento base della «corporate identity », nella dimensione più grande possibile. Parte dal formato utile 1 x 1 e arriva al formato 1 x 10, attraverso una serie di passaggi intermedi 1 x 1,5, 1 x 2, 1 x 2,5, 1 x 3, 1 x 3,5, 1 x 4, 1 x 4,5, 1 x 5, 1x5,5, 1 x 6, 1 x 6,5, 1 x 7, 1 x 7,5, 1 x 8, 1 x 8,5, 1 x 9, 1 x 9,5.
  • Il marchio è inserito tra la parola BIRRA e la parola DAEHER per creare una composizione graficamente più efficace.
  • Nel caso di insegne luminose a lettere scatolate la scritta BIRRA DREHER, anzichè essere in nero è in bianco.
  • Nel caso di insegne luminose scatolari il logotipo BIRRA DREHER non è in nero ma in bianco. In tutti i casi in cui è possibile è meglio però realizzare insegne luminose a cassonetto, con superficie in perspex bianco sulla quale siano decorati, o applicati, marchio e logotipo.
  • Il marchio per le portiere è realizzato con autoadesive, gli altri e i logotipi sono decorati.
  • Il marchio e riprodotlo anche sul tetto del veicolo.
Tone And Messaging
  • Ogni azienda grande o piccola, che lo sappia o no, possiede una «immagine aziendale », o come la chiamano gli anglo-sassoni, una «corporate identity », che la gente porta impressa nella mente e ricorda al momento in cui decide di servirsi di lei, attraverso un suo prodotto o un suo servizio. Questa «immagine » è creata da tutte le espressione visive della Società siano esse prodotto, packaging, marchio, carta da lettere, pubblicità, mezzi di trasporto, divise del personale di servizio, eccetera. Sono tutti questi elementi eterogenei che in tempi diversi informano il pubblico sulla natura, sulla qualità e sulla efficienza della Società stessa. E’ chiaro, quindi, che quanto più una società vuole distinguersi, e lo vuole fare in senso positivo, tanto più deve costruirsi una «immagine personale» che si stacchi e si differenzi da quella delle Società che operano nello stesso settore. Una «corporate identity » chiara, forte e inconfondibile opera a favore della società, mentre una «corporate identity » confusa, incerta, antiquata, lavora contro la Società. La Dreher ha avvertito tale necessità e questo libro testimonia lo sforzo fatto per arrivare ad una «immagine » nuova e positiva. Il primo passo per conseguire questo risultato è la programmazione dell’« immagine », per cui ogni elemento viene studiato in vista di un risultato finale. Programmazione che deve tener conto delle caratteristiche degli elementi che compongono l’« immagine , elementi di carattere dinamico, perché per la loro intrinseca natura sono soggetti a continua evoluzione e trasformazione.
  • Gli strumenti della programmazione devono essere quindi tali da permettere questa evoluzione, mantenendo inalterata l’« immagine » generale.
  • Il coordinamento è lo strumento adatto. Coordinamento che investe tutti gli aspetti dell’« immagine ». Ogni manifestazione visiva della Società diventa così parte di un’« immagine » unitaria che può dividersi e dilatarsi nel tempo senza, però, mai frantumarsi e che è sempre presente nella sua totalità attraverso il ricorrere costante di elementi fondamentali. Sono elementi fondamentali il marchio e il logotipo.
  • Dalla diversa combinazione dimensionate di questi elementi nascono tutte le altre realizzazioni. Questo libro fissa appunto questi elementi e li mostra nelle loro principali applicazioni. Quella che ne viene fuori è la nuova «immagine » della birra Dreher: una immagine che noi pensiamo unitaria, anche se divisa e dilatata in dimensioni e su materiali completamente diversi. Ma questo libro, oltre che illustrare una situazione di fatto, vuole anche essere uno strumento di lavoro, anzi proprio per questo è nato. Chiunque debba realizzare qualche cosa, parte anche piccolissima dell’« immagine », troverà in esso gli strumenti adatti.
  • Come manuale, quindi va seguito rigorosamente, alla lettera, senza possibilità di adattamento o di interpretazioni. Solo così l’« immagine Dreher » conserverà nel tempo la sua validità e ogni singola realizzazione s’inquadrerà perfettamente in un quadro più generale, quel quadro che è fatto appunto di molteplici elementi coordinati tra loro.
Visual Style
  • Come manuale, quindi va seguito rigorosamente, alla lettera, senza possibilità di adattamento o di interpretazioni. Solo così l’« immagine Dreher » conserverà nel tempo la sua validità e ogni singola realizzazione s’inquadrerà perfettamente in un quadro più generale, quel quadro che è fatto appunto di molteplici elementi coordinati tra loro.
  • Il marchio della birra Dreher. E’ nato da due esigenze diverse: 1) riprendere la forma e gli elementi essenziali della vecchia etichetta della bottiglia; 2) essere perfettamente riproducibile in ogni dimensione e su ogni materiale Dell’etichetta conserva la forma centrale rossa e la grafia della parola Dreher. La ricorda, inoltre, nella forma esterna che qui è stata modificata in una figura inscritta in un quadrato, per renderla facilmente e perfettamente costruibile. 1 colori sono tre, il bianco, il rosso e il nero, e sono colori essenziali, riproducibili su qualsiasi materiale.
  • E’ stato conservato per questa parola il carattere gotico, originariamente usato sulle etichette delle bottiglie. Si e pero tornati all’antico carattere gotico .. snza quelle modiliche che in passato aνeνano contaminato la parola Dreher. l carattere usato e il «Fette Gotish» del 1860, cui e stata aggiunta Ι’ombra per dare maggior rilievo alla parola.
  • Il marchio di un prodotto deve °,’’ i;23”.z228..’.E:I ’ □°° “**: CI5"E8?*J"“zJao«o. o a i’necessa di evidenziare la parola birra, pur non rescindendo dall’impostazione generale el marchio e dall’elementotrad1z1one, che in questo settore, è molto .importante. II carattere usato è il «Thorne Shaded ».
  • Il logotipo può essere usato in due modi diversi: con le parole BIRRA e DREHER una di seguito all’altra, oppure con le parole sovrapposte. La diversità d’impiego è determinata dagli spazi a disposizione e dall’evidenza che il logotipo deve avere. Il particolare ha la sua importanza specialmente nelle insegne luminose o nei cartelli stradali di dimensioni fisse e dai quali si deve ottenere la massima leggibilità. L’altezza delle parole è costante, cambia solo lo spessore del carattere: «Haas chiaro » per la parola BIRRA, «Haas neretto» per la parola DREHER. La differenziazione è data dalla necessità di evidenziare, nell’ambito del logotipo, la marca del prodotto. Le lettere sono avvicinate secondo una spaziatura ottica e non tipografica, per poter ottenere una più armonica fusione delle parole. Il colore del logotipo è il rosso e tale deve rimanere in tutti i casi in cui è possibile, e salvo alcune eccezioni che sono illustrate in questo volume. Il tono di rosso deve essere il più possibile vicino a quello della pagina 73.
  • Il marchio è inserito tra la parola BIRRA e la parola DAEHER per creare una composizione graficamente più efficace. Sempre a questo fine il logotipo è in nero. Nel caso di insegne luminose a lettere scatolate la scritta BIRRA DREHER, anzichè essere in nero è in bianco. le insegne sono realizzate secondo le caratteristiche tecniche indicate a pagina 33.
  • Nel caso di insegne luminose scatolari il logotipo BIRRA DREHER non è in nero ma in bianco. In tutti i casi in cui è possibile è meglio però realizzare insegne luminose a cassonetto, con superficie in perspex bianco sulla quale siano decorati, o applicati, marchio e logotipo.
  • Le caratteristiche tecnico-costruttive delle insegne, almeno per quelle di dimensioni non superiori ai 10 metri, sono in linea di massima le seguenti: a) Materiali Fondelli in lamiera piombata, dello spessore di mm 1, verniciata a fuoco 120°, in bianco diffusore. Supportini in Urea di mm 35 con dado in ottone. Tubo al neon prepolverato, Svaan o Voltarc bianco 6500 K, tratto semplice, diametro 12 x h/250, diametro 15 x h/300/400 Elettrodi originali Voltarc da 60 m.A. adeguatamente trattati per permettere i1 regolare funzionamento anche a basse temperature. Lettere scatolate in perspex «ICI », fronte opal bianco 040, fasce nere 960, profondità mm 80. Perspex lavorato a dado e a incastro. Verniciatura interna delle fasce nere in bianco diffusore. Se la verniciatura viene fatta prima della lavorazione a caldo è necessario usare vernici che non ingialliscono con il calore. Trasformatori, a tre tensioni, blindati in bagno di Coumpound o in bagno di resina poliestere, funzionanti effettivamente a 40 m.A. Viti Parker ingrassate. b) Montaggi BIRRA DRIEHIER Poichè è indispensabile, in sede di montaggio, rispettare scrupolosamente gli schemi illustrati in questo volume, è necessario che l’installatore abbia un disegno rapportato 1 : 1 per rispettare la spaziatura delle lettere. Quando il pannello di fondo è di cristallo, di laminato plastico, o di lamiera, l’impianto di alta tensione deve essere fatto con cuciture, affinchè i cavi non siano visibili. I pannelli, dove è possibile, dovranno essere neri o almeno scuriti. Cavi Superalkatene isolati a 25'000 V. Linea di bassa tensione in Vinilpiombo o Neoprene c) Telai Se e possibile è meglio evitare i telai. So si è nella impossibilità di farlo, e la luminosa deve essere installata su muro, di mattoni, o di granito, o di cemento, il telaio sarà in profilato di ferro quadrato o rettangolare. Racchiuderà l’impianto di alta tensione e sorreggerà le lettere e il marchio. Dovrà però essere tinteggiato, previo passata d’antiruggine, con lo stesso colore del muro di fondo.
  • Questo è il colore che deve essere usato per la riproduzione dell’ovale del marchio e del logotipo.
Layout And Composition
  • Il coordinamento è lo strumento adatto. Coordinamento che investe tutti gli aspetti dell’« immagine ». Ogni manifestazione visiva della Società diventa così parte di un’« immagine » unitaria che può dividersi e dilatarsi nel tempo senza, però, mai frantumarsi e che è sempre presente nella sua totalità attraverso il ricorrere costante di elementi fondamentali. Sono elementi fondamentali il marchio e il logotipo.
  • Dalla diversa combinazione dimensionate di questi elementi nascono tutte le altre realizzazioni. Questo libro fissa appunto questi elementi e li mostra nelle loro principali applicazioni. Quella che ne viene fuori è la nuova «immagine » della birra Dreher: una immagine che noi pensiamo unitaria, anche se divisa e dilatata in dimensioni e su materiali completamente diversi.
  • Come manuale, quindi va seguito rigorosamente, alla lettera, senza possibilità di adattamento o di interpretazioni. Solo così l’« immagine Dreher » conserverà nel tempo la sua validità e ogni singola realizzazione s’inquadrerà perfettamente in un quadro più generale, quel quadro che è fatto appunto di molteplici elementi coordinati tra loro.
  • Il marchio della birra Dreher. E’ nato da due esigenze diverse: 1) riprendere la forma e gli elementi essenziali della vecchia etichetta della bottiglia; 2) essere perfettamente riproducibile in ogni dimensione e su ogni materiale Dell’etichetta conserva la forma centrale rossa e la grafia della parola Dreher. La ricorda, inoltre, nella forma esterna che qui è stata modificata in una figura inscritta in un quadrato, per renderla facilmente e perfettamente costruibile. 1 colori sono tre, il bianco, il rosso e il nero, e sono colori essenziali, riproducibili su qualsiasi materiale.
  • Il logotipo può essere usato in due modi diversi: con le parole BIRRA e DREHER una di seguito all’altra, oppure con le parole sovrapposte. La diversità d’impiego è determinata dagli spazi a disposizione e dall’evidenza che il logotipo deve avere. Il particolare ha la sua importanza specialmente nelle insegne luminose o nei cartelli stradali di dimensioni fisse e dai quali si deve ottenere la massima leggibilità. L’altezza delle parole è costante, cambia solo lo spessore del carattere: «Haas chiaro » per la parola BIRRA, «Haas neretto» per la parola DREHER. La differenziazione è data dalla necessità di evidenziare, nell’ambito del logotipo, la marca del prodotto. Le lettere sono avvicinate secondo una spaziatura ottica e non tipografica, per poter ottenere una più armonica fusione delle parole. Il colore del logotipo è il rosso e tale deve rimanere in tutti i casi in cui è possibile, e salvo alcune eccezioni che sono illustrate in questo volume. Il tono di rosso deve essere il più possibile vicino a quello della pagina 73.
  • Targhe metalliche verniciate standard. Sono realizzate in due formati cm 50 x 50 e cm 100x 100. Di forma quadrata con spigoli arrotondati, riproducono il solo marchio. Il marchio è inscritto in un quadrato. Non ci sono però punti di contatto con il perimetro del cartello, ma, secondo il criterio illustrato a pagina 15, il marchio è circondato da una striscia bianca larga, nel punto più stretto quanto quella che all’interno del marchio divide, nella parte alta, l’ovale rosso del bordo nero.
  • Targa metallica bifacciale a bandiera. E’ realizzata nel formato cm 55 x 55. Riproduce il marchio secondo i principi illustrati nella pagina precedente.
  • Segnaletica speciale orizzontale. Il sistema è articolato in modo da avere sempre il marchio, elemento base della «corporate identity », nella dimensione più grande possibile. Parte dal formato utile 1 x 1 e arriva al formato 1 x 10, attraverso una serie di passaggi intermedi 1 x 1,5, 1 x 2, 1 x 2,5, 1 x 3, 1 x 3,5, 1 x 4, 1 x 4,5, 1 x 5, 1x5,5, 1 x 6, 1 x 6,5, 1 x 7, 1 x 7,5, 1 x 8, 1 x 8,5, 1 x 9, 1 x 9,5. Determinato l’ingombro del marchio, alto quanto lo spazio utile, lo spazio restante determina automaticamente la «giustezza» del logotipo BIRRA DREHER.
  • Il marchio è inserito tra la parola BIRRA e la parola DAEHER per creare una composizione graficamente più efficace. Sempre a questo fine il logotipo è in nero. Nel caso di insegne luminose a lettere scatolate la scritta BIRRA DREHER, anzichè essere in nero è in bianco. le insegne sono realizzate secondo le caratteristiche tecniche indicate a pagina 33.
  • Segnaletica speciale verticale. La modulazione è la stessa e parte del rapporto 1 x 1 per arrivare al rapporto 1 x 10 attraverso passaggi intermedi 1 x 1,5, 1 x 2, 1 x 2,5, 1 x 3, 1 x 3,5, 1 x 4, 1 x 4,5, 1 x 5, 1 x 5,5, 1 x 6, 1 x 6,5, 1 x 7, 1 x 7,5, 1 x 8, 1 x 8,5, 1 x 9, 1 x 9,5. a Gli spazi disposizione devono essere rapportati alla variante uguale o più vicina del sistema. Lo spazio viene riempito attraverso una ripetizione, secondo spazi precisi, del marchio e del logotipo. Nel caso di insegne luminose scatolari il logotipo BIRRA DREHER non è in nero ma in bianco. In tutti i casi in cui è possibile è meglio però realizzare insegne luminose a cassonetto, con superficie in perspex bianco sulla quale siano decorati, o applicati, marchio e logotipo.
  • Le caratteristiche tecnico-costruttive delle insegne, almeno per quelle di dimensioni non superiori ai 10 metri, sono in linea di massima le seguenti: a) Materiali Fondelli in lamiera piombata, dello spessore di mm 1, verniciata a fuoco 120°, in bianco diffusore. Supportini in Urea di mm 35 con dado in ottone. Tubo al neon prepolverato, Svaan o Voltarc bianco 6500 K, tratto semplice, diametro 12 x h/250, diametro 15 x h/300/400 Elettrodi originali Voltarc da 60 m.A. adeguatamente trattati per permettere i1 regolare funzionamento anche a basse temperature. Lettere scatolate in perspex «ICI », fronte opal bianco 040, fasce nere 960, profondità mm 80. Perspex lavorato a dado e a incastro. Verniciatura interna delle fasce nere in bianco diffusore. Se la verniciatura viene fatta prima della lavorazione a caldo è necessario usare vernici che non ingialliscono con il calore. Trasformatori, a tre tensioni, blindati in bagno di Coumpound o in bagno di resina poliestere, funzionanti effettivamente a 40 m.A. Viti Parker ingrassate. b) Montaggi BIRRA DRIEHIER Poichè è indispensabile, in sede di montaggio, rispettare scrupolosamente gli schemi illustrati in questo volume, è necessario che l’installatore abbia un disegno rapportato 1 : 1 per rispettare la spaziatura delle lettere. Quando il pannello di fondo è di cristallo, di laminato plastico, o di lamiera, l’impianto di alta tensione deve essere fatto con cuciture, affinchè i cavi non siano visibili. I pannelli, dove è possibile, dovranno essere neri o almeno scuriti. Cavi Superalkatene isolati a 25'000 V. Linea di bassa tensione in Vinilpiombo o Neoprene c) Telai Se e possibile è meglio evitare i telai. So si è nella impossibilità di farlo, e la luminosa deve essere installata su muro, di mattoni, o di granito, o di cemento, il telaio sarà in profilato di ferro quadrato o rettangolare. Racchiuderà l’impianto di alta tensione e sorreggerà le lettere e il marchio. Dovrà però essere tinteggiato, previo passata d’antiruggine, con lo stesso colore del muro di fondo.
Brand Architecture
  • Il coordinamento è lo strumento adatto. Coordinamento che investe tutti gli aspetti dell’« immagine ». Ogni manifestazione visiva della Società diventa così parte di un’« immagine » unitaria che può dividersi e dilatarsi nel tempo senza, però, mai frantumarsi e che è sempre presente nella sua totalità attraverso il ricorrere costante di elementi fondamentali. Sono elementi fondamentali il marchio e il logotipo.
  • Dalla diversa combinazione dimensionate di questi elementi nascono tutte le altre realizzazioni. Questo libro fissa appunto questi elementi e li mostra nelle loro principali applicazioni. Quella che ne viene fuori è la nuova «immagine » della birra Dreher: una immagine che noi pensiamo unitaria, anche se divisa e dilatata in dimensioni e su materiali completamente diversi.
  • Come manuale, quindi va seguito rigorosamente, alla lettera, senza possibilità di adattamento o di interpretazioni. Solo così l’« immagine Dreher » conserverà nel tempo la sua validità e ogni singola realizzazione s’inquadrerà perfettamente in un quadro più generale, quel quadro che è fatto appunto di molteplici elementi coordinati tra loro.
Packaging Design
  • Il packaging non è comunque solo la bottiglia, anche se questa è l’elemento più importante; lo è anche la lattina, l’imballo di cartone, legno o plastica, le confezioni per le offerte speciali. Tutti questi elementi devono essere graficamente coordinati secondo una logica che tenga sempre presente la loro specifica destinazione. E il coordinamento deve essere il più stretto possibile perché i materiali e i formati sono quanto mai eterogenei
  • Le bottiglie vetro a rendere sono le bottiglie di forma, colore, contenuto unificato per tutte le marche aderenti all’Unione Italiana Fabbricanti Birra e Malto (vedere per maggiori dettagli: Bottiglie da birra / Unificazione, impiego, condizioni di fornitura, controlli / Unione Italiana Fabbricanti Birra Malto. Dicembre 1964). Le capacità delle bottiglie vetro a rendere sono le seguenti 20 cl., 33 cl., 66 cl. Esiste anche un tipo di bottiglia vetro a rendere di capacità 0.46 che viene utilizzata solo per birre di tipo speciale. Per quanto riguarda le bottiglie a perdere la Dreher ne utilizza un solo tipo con capacità di 33 cl. Anche il barattolo è prodotto in un unico formato da cl. 34 (12 oz. fl.). Esso è del tipo con apertura a strappo ed ha meritato per la sua realizzazione la Targa d’oro ltalsider 1966.
  • L’oro è il colore dominante sulle etichette e sul barattolo. Oltre che un elevato valore decorativo esso ha anche un valore psicologico. Un’indagine motivazionale ha infatti stabilito che l’oro è il colore che il consumatore di birra preferisce. Per tradizione, l’oro è uno dei colori più usati nelle etichette per bottiglie di birra.
  • Ferma restando la forma esterna, l’etichetta è stata completamente trasformata all’interno, per renderla perfettamente costruibile, ed è stata notevolmente arricchita. In essa compaiono, inoltre, gli stessi elementi del marchio: ovale rosso, parola DREHER scritta in «Fette Gotish », e parola BIRRA scritta in «Thorne Shaded ». Il perimetro dell’ovale varia con il variare della forma esterna dell’etichetta. La parola Birra è stata filettata per renderla meno violenta sul fondo oro. Le spighe anziché in nero come nel marchio sono in oro per meglio armonizzarle con l’insieme; si é anche tenuto conto del fatto che le etichette sono stampate su carte e con procedimenti che permettono di raggiungere risultati molto buoni.
  • La forma del collarino preesisteva al lavoro di coordinamento dell’,. immagine “· La grafica e stata completamente rifatta. Sul collarino compare sotc l’ovale rosso perche e l’elemento plu caratterislico e visivamente piU importante del marchio. Anche sul collarino le spighe sono stampate in oro e non in nero per armonizzare il piU posslblle lt collarino aWetlchetta.
  • Anche il tappo per uniformità con etichetta • onere° , 1282% 33 ‘2u■_ avance “2"7"2 cn a"parola e oro Sul tappo ivnvione: identificativa e decorativa.
  • Il cluster pack viene venduto prevalentemente nei supermercati, e nelle drogherie. Importantissima è dunque la sua veste. Da qui la necessità di arricchirlo al massimo per dare un tono di maggior pregio al suo contenuto. E da qui anche la necessità di rendere facilmente identificabile la confezione, accostata spesso a confezioni analoghe di altre marche. Si è cercato di raggiungere questo duplice scopo con il colore oro di fondo e con il marchio stampato nella dimensione più grande possibile.
  • Imballi in legno, cartone e plastica per bottiglie unificate da cl. 20, cl. 33, cl. 66 per lattine da cl. 34. Questi contenitori hanno una funzione prevalentemente pratica, servono infatti al trasporto delle bottiglie dal produttore all’esercente e in alcuni casi al consumatore. Essi hanno anche un’importante funzione pubblicitaria in quanto nei depositi, ma specialmente sui mezzi di trasporto, sono visibili al pubblico. La grafica degli imballi ha tenuto conto di queste due funzioni. Quella pubblicitaria è svolta dal grande marchio, quella segnaletica dal logotipo La grafica è comune a tutti gli imballi dipendentemente dal materiale in cui sono realizzati. Per alcuni imballi speciali sono state introdotte delle varianti di posizione, fermo restando la presenza degli elementi fondamentali, marchio e logotipo.
Vehicle Branding
  • Costituiscono l’aspetto movimento della «corporate identity ». Decine e decine di macchine che percorrono migliaia e migliaia di chilometri in ogni città, in ogni paese. Sono uno specchio durevole e che deve, quindi, conservare intatta nel tempo le sue caratteristiche. Importante è quindi fare inquadrare perfettamente il veicolo nell’« immagine coordinata », ma altrettanto importante è farlo in modo che possa mantenere il più a lungo possibile le caratteristiche di quando è nuovo. Un veicolo cioè che stimoli, poichè il veicolo è soggetto alla usura del tempo e dell’uso, l’agenzia o il concessionario di vendita a tenerlo in ordine, a tenerlo pulito e che faciliti questo compito. Considerazioni di tipo pratico, quindi, che si sommano a motivazioni di tipo psicologico e che portano a una grafica elementare, quanto a impiego di elementi, ma di grande eleganza sul piano formale. Queste considerazioni hanno portato alla scelta dei colori: il bianco per la carrozzeria, il grigio scuro per la struttura del veicolo. Le parti metalliche della carrozzeria sono verniciate in colore grigio biacca «Bianchina» 346/B del colorificio Chr. Lechler & figli. Le parti in legno sono verniciate in tinte uguali a quelle usate per la verniciatura delle parti metalliche, ma del tipo sintetico. La struttura è in grigio scuro «Fiat» 634 del colorificio Chr. Lechler & figli. Gli unici elementi di decorazione sono il marchio e il logotipo. E’ un coordinamento strettissimo tra il veicolo e il prodotto trasportato. Il logotipo è usato in due altezze diverse, una per le visiere e il vetro delle macchine piccole, l’altra per le macchine di maggiori dimensioni. Il marchio è usato in tre grandezze: la prima per le portiere, la seconda per la fiancata della Fiat 600 T e la terza per il retro degli autoveicoli cabinati. Il marchio per le portiere è realizzato con autoadesive, gli altri e i logotipi sono decorati.
  • Fiat 1500. Fial 600 T. 11 marchio e riprodotlo anche sul tetto del veicolo.
  • Fiat 1100 T. 11 marchio e riprodotto anche sul tetto del veicolo.
  • Autoveicoli Dreher, verniciati secondo gli schemi indicati nelle pagine precedenti.
Uniform Guidelines
  • La divisa, in panno di lana blu, è costituita da un giubbotto e da un paio di pantaloni. Il giubbotto è caratterizzato da un’apertura anteriore. da una tasca esterna applicata sul lato destro e da una tasca interna verticale sul lato sinistro. Un soffietto nella parte posteriore consente una maggiore libertà di movimento. Il carré e l’avambraccio sono rinforzati in finta pelle. Tutti i bottoni dell’apertura anteriore, del collo, dei polsini e della tasca esterna sono a pressione.
  • Il pantalone è di modello americano con pettorina. Sulla pettorina è applicata una tasca. Un’altra tasca con aletta di chiusura è applicata sulla gamba destra. Rinforzi in finta pelle sono applicati alle cosce. La parte posteriore della vita è elastica. I bottoni delle tasche e delle bretelle sono a pressione.
  • La divisa è completata da una camicia in flanella rasata di colore rosso, aperta davanti, con asole e bottoni. Il collo è del tipo con bottoni sulle punte.
  • La divisa estiva è costituita da pantaloni in gabardine di cotone, di fattura analoga a quelli invernali, ma senza pettorina, e da una camicia, di terital/cotone anch’essa di foggia uguale a quella invernale.
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